16 lug 2018

Eremophila nivea, la seta australiana

Eremophila nivea
Se avete un giardino con pochissima disponibilità di acqua, Eremophila nivea è la pianta che ci vuole. E' un arbusto proveniente dall'entroterra arido dell'Australia occidentale, territorio caratterizzato da scarse precipitazioni invernali e piogge estive quasi assenti.
Appartenente alla famiglia delle Myoporaceae, ha portamento e sviluppo simile a quello di un Teucrium fruticans; non ancora molto diffusa in Italia, forma un cespuglio a portamento verticale di modeste dimensioni (1-1,5 metri) con foglie e fusti ricoperti da una leggera peluria morbida e vellutata al tatto e fioritura primaverile (che talora ripete in autunno) di fiori a forma di imbuto, color violetto-lilla.

9 lug 2018

La Bignonia della Contessa Sarah

Podranea ricasoliana Contessa Sarah
Noto rampicante di climi mediterranei della grande famiglia delle Bignoniaceae che viene spesso associato con altri generi del gruppo è la Podranea ricasoliana Contessa Sarah, meglio noto come Bignonia ricasoliana Contessa Sarah. Anch’esso proveniente dal Sudafrica, è un vigoroso rampicante di rapido sviluppo, con foglie verde scuro, molto simili a quelle delle Campsis. I fiori, grandi e numerosi, sono imbutiformi, raccolti in gruppi di 5-7, di colore rosa venato di rosso-violaceo e sbocciano dalla primavera all’autunno, ma, nelle zone di origine, praticamente quasi tutto l’anno. Come la maggior parte delle Bignonie non ha particolari esigenze, se non l’esposizione soleggiata e calda, al riparo dal freddo invernale. Vegeta bene su tutti i tipi di terreno, ad eccezione di quelli troppo calcarei.

2 lug 2018

Rampicanti insoliti: Bignonia e Tecomaria

Bignonia capreolata
Secondo le recenti classificazioni l’unico rappresentante del genere Bignonia propriamente detta è la Bignonia capreolata (sinonimi Doxantha capreolata, Anisostichus capreolatus, Anisostichus crucigera), specie introdotta in Europa nel XVII secolo e originaria degli stati orientali degli Usa, dal Maryland alla Florida e, spostandosi verso ovest, sino al Missouri e al Texas. Deve il nome della specie al caratteristico aspetto che assume la sezione trasversale del fusto, nel quale appaiono 4 cunei a croce con gli apici che convergono verso il centro.
E’ conosciuta nei paesi anglosassoni col nome di Cross vine (Vite della Croce) o Quarter vine proprio per questa caratteristica, mentre in Francia è nota come Bignone à odeur de café per il suo profumo, e in Italia come Tetrafila per la disposizione delle foglie.

Bignonia capreolata

25 giu 2018

Vivaci campanelle estive: le Bignonie

Allegra fioritura di Campsis (Bignonia)
Con il  nome di Bignonia sono note un numero molto elevato di specie per lo più rampicanti, provenienti da varie parti del mondo, tutte facenti parte della famiglia delle Bignoniaceae. 
Note già dall’inizio del 1700, erano in principio riunite sotto un unico genere Bignonia, così denominato in onore dell’Abate Paul Bignon, bibliotecario di corte di Luigi XV. Con l’incremento delle specie esotiche introdotte durante il periodo del colonialismo, il genere arrivò a contare più di 100 specie; solo in epoche recenti la moderna classificazione botanica ha distribuito le Bignonia in 28 diversi generi, tutti afferenti alla famiglia Bignoniaceae.  
In effetti, se si esclude la forma del fiore, che, sia pur di colori e dimensioni molto diverse è per tutte a forma di tromboncino, le Bignonie hanno aspetto ed esigenze differenti fra loro, in funzione della loro zona di provenienza. Attualmente le specie maggiormente diffuse e coltivate nei nostri climi a scopo ornamentale afferiscono essenzialmente a 4 generi: il genere Bignonia, il genere Campsis, il genere Pandorea e il genere Tecomaria.

18 giu 2018

Carissa, la Prugna del Natal

Carissa in fioritura
Curiosa, elegante e ancora poco diffusa, Carissa macrocarpa (sin. Carissa grandiflora o anche Arduina macrocarpa o Arduina bispinosa) è un arbusto originario dell’Africa del Sud e che appartiene alla famiglia delle Apocynaceae (la stessa di pervinca e Oleandro).  Il genere Carissa comprende una trentina di specie, fra le quali la Carissa macrocarpa è la più diffusa, sia nelle aree di origine che in Europa. Il nome generico deriva dal sanscrito “corissa”, nome volgare con il quale questo tipo di piante sono conosciute in India, mentre macrocarpa deriva del greco e significa “frutto grande”. In Sudafrica è nota come “amatungulu” , traduzione del nome dalla lingua degli Zulù, ma spesso viene anche denominata Natal-Plum, Prugna del Natal (il Kwa-Zulu Natal è una regione del Sudafrica) per i suoi frutti, simili a piccole prugne. 

11 giu 2018

Piante per terreni umidi o paludosi

Zona umida lungo le sponde dei laghi
Chiudiamo la panoramica sui terreni "difficili" parlando di quelli caratterizzati da forte ristagno di umidità o anche periodica sommersione. Sono diffusi lungo i corsi dei fiumi e le sponde dei laghi soggette a periodiche inondazioni di acque dolci, o in aree pianeggianti con falda freatica molto superficiale (come nel caso delle marcite della pianura lombarda) o ancora in pianura, ove la scarsa pendenza impedisce un rapido deflusso delle acque.  E’ spesso favorito dall’elevata presenza di argilla. In queste situazioni il fattore limitante è rappresentato dalla mancanza di ossigeno nel terreno, che non permette la respirazione radicale. Si blocca inoltre il ciclo dell'azoto, che in assenza di ossigeno non può passare dalla forma organica o ammoniacale a quella nitrica, assimilabile dalle piante.

4 giu 2018

Le piante per gli ambienti salini

Ambiente di duna costiera
Carpobrotus acinaciformis
Molto diffusi lungo le coste, sono dovuti all’azione concomitante di infiltrazioni di acqua salmastra in falda (ad esempio nelle Maremme toscane), alla periodica sommersione per effetto delle maree o nelle zone di delta dei fiumi (Laguna veneta e delta del Po), ma anche all’effetto delle correnti  aeree provenienti dal mare, che depositano sale marino a terra e sulla vegetazione. I terreni salsi sono caratterizzati dalla presenza di acque che possiedono, a causa degli apporti di acqua marina e dell’intensa evaporazione, una concentrazione salina più elevata di quella dell’acqua di mare. Sono suoli fisiologicamente aridi, in quanto l’elevata concentrazione di sali dà luogo ad una pressione osmotica tale da impedire alla maggior parte delle piante di assorbire acqua dolce. Quando presenti in elevata concentrazione inoltre, i sali diventano tossici per le tutte piante, eccetto naturalmente per quelle adattate all’ambiente, dette alofite. L’azione del sale nell’aria inoltre, è poco tollerato dalla maggior parte delle specie vegetali, anche per l’effetto caustico e abrasivo che produce sulla parte aerea.