18 giu 2018

Carissa, la Prugna del Natal

Carissa in fioritura
Curiosa, elegante e ancora poco diffusa, Carissa macrocarpa (sin. Carissa grandiflora o anche Arduina macrocarpa o Arduina bispinosa) è un arbusto originario dell’Africa del Sud e che appartiene alla famiglia delle Apocynaceae (la stessa di pervinca e Oleandro).  Il genere Carissa comprende una trentina di specie, fra le quali la Carissa macrocarpa è la più diffusa, sia nelle aree di origine che in Europa. Il nome generico deriva dal sanscrito “corissa”, nome volgare con il quale questo tipo di piante sono conosciute in India, mentre macrocarpa deriva del greco e significa “frutto grande”. In Sudafrica è nota come “amatungulu” , traduzione del nome dalla lingua degli Zulù, ma spesso viene anche denominata Natal-Plum, Prugna del Natal (il Kwa-Zulu Natal è una regione del Sudafrica) per i suoi frutti, simili a piccole prugne. 

11 giu 2018

Piante per terreni umidi o paludosi

Zona umida lungo le sponde dei laghi
Chiudiamo la panoramica sui terreni "difficili" parlando di quelli caratterizzati da forte ristagno di umidità o anche periodica sommersione. Sono diffusi lungo i corsi dei fiumi e le sponde dei laghi soggette a periodiche inondazioni di acque dolci, o in aree pianeggianti con falda freatica molto superficiale (come nel caso delle marcite della pianura lombarda) o ancora in pianura, ove la scarsa pendenza impedisce un rapido deflusso delle acque.  E’ spesso favorito dall’elevata presenza di argilla. In queste situazioni il fattore limitante è rappresentato dalla mancanza di ossigeno nel terreno, che non permette la respirazione radicale. Si blocca inoltre il ciclo dell'azoto, che in assenza di ossigeno non può passare dalla forma organica o ammoniacale a quella nitrica, assimilabile dalle piante.

4 giu 2018

Le piante per gli ambienti salini

Ambiente di duna costiera
Carpobrotus acinaciformis
Molto diffusi lungo le coste, sono dovuti all’azione concomitante di infiltrazioni di acqua salmastra in falda (ad esempio nelle Maremme toscane), alla periodica sommersione per effetto delle maree o nelle zone di delta dei fiumi (Laguna veneta e delta del Po), ma anche all’effetto delle correnti  aeree provenienti dal mare, che depositano sale marino a terra e sulla vegetazione. I terreni salsi sono caratterizzati dalla presenza di acque che possiedono, a causa degli apporti di acqua marina e dell’intensa evaporazione, una concentrazione salina più elevata di quella dell’acqua di mare. Sono suoli fisiologicamente aridi, in quanto l’elevata concentrazione di sali dà luogo ad una pressione osmotica tale da impedire alla maggior parte delle piante di assorbire acqua dolce. Quando presenti in elevata concentrazione inoltre, i sali diventano tossici per le tutte piante, eccetto naturalmente per quelle adattate all’ambiente, dette alofite. L’azione del sale nell’aria inoltre, è poco tollerato dalla maggior parte delle specie vegetali, anche per l’effetto caustico e abrasivo che produce sulla parte aerea.

28 mag 2018

Le Spiree a fioritura tardiva

Sono tutte derivate dalla Spirea japonica, originaria della Cina e del Giappone, che si è diffusa e talora spontaneizzata nelle radure e nelle zone collinari. Non più diffusa allo stato coltivato, da questa specie derivano gran parte degli ibridi in commercio e ottenuti nel secolo scorso, conosciuti come Spirea x bumalda o S. bumalda.
Spiree in fioritura
La specie botanica è un arbusto eretto, a foglia caduca, piuttosto rigido e con spiccata propensione all’emissione di polloni basali. Le foglie sono ovali, lunghe 2-5 cm generalmente dentate, verde medio, leggermente tomentose. Le infiorescenze, che compaiono sui getti dell’anno all’inizio di giugno, sono di colore rosa acceso, e riunite in corimbi piatti, del diametro di 4-6 cm. La fioritura si protrae per circa un mese e, se si ha l’accortezza di tagliare le infiorescenze appassite, spesso si ha una seconda fioritura in settembre. Dal momento che la fioritura si forma sui getti dell’anno, tutte le cultivar appartenenti a questo gruppo possono essere potate anche drasticamente a inizio febbraio, eliminando i rami vecchi fino a 5-10 cm da terra, per favorire l’emissione di nuovi polloni basali.

22 mag 2018

Carrubo, albero del pane nel Mediterraneo

Il Carrubo è un grande albero da ombra
Altra pianta cauliflora tipica del bacino del Mediterraneo è il Carrubo (Ceratonia siliqua L.) 
Il termine volgare Carrubo deriva dall’arabo “karrub” o “charruba”, termine con il quale veniva designato quest’albero, da sempre legato all’alimentazione dei popoli mediterranei. 
Il Carrubo, come il Cercis, appartiene alla famiglia delle Leguminose ed è un albero sempreverde tozzo e imponente: non raggiunge grandi altezze, superando raramente i 10-12 metri, ma il tronco e la chioma con il tempo raggiungono larghezze notevoli e assumono aspetto monumentale e scultoreo, simile a quello di olivi vetusti. Ha radici robuste e profonde, in grado anche di fessurare la roccia grazie all’emissione di particolari acidi dalle estremità. Inoltre, come tutte le leguminose, vive in simbiosi con batteri azotofissatori che gli permettono di adattarsi anche in terreni poveri. 
La chioma è globosa, fitta, costituita da foglie persistenti di colore verde scuro, lucide superiormente e bruno-glauco inferiormente. 

15 mag 2018

Piante per terreni calcarei e alcalini

Prunus serrulata Kanzan
I suoli calcarei, pur essendo relativamente facili da lavorare, formano spesso una crosta superficiale, specie quando sono asciutti, che fa sì che né l’acqua né l’aria siano in grado di penetrarla. Per questo motivo, l’ossigenazione dell’apparato radicale delle piante situate nei terreni calcarei e la germogliazione dei semi risulta talora difficoltosa. Sono inoltre terreni problematici soprattutto da un punto di vista chimico. L’elevata presenza di sali di calcio infatti, alza notevolmente il valore del pH, (suoli basici o alcalini);  inoltre determina il mancato assorbimento di alcuni elementi fondamentali per le piante, in particolare del ferro, che, in queste condizioni,  viene immobilizzato all’interno di composti insolubili in acqua. 

30 apr 2018

Sambuco nero: una pianta legata all'uomo

L’enorme presenza del Sambuco (Sambucus nigra) in tutti gli ambienti è legato molto anche alle virtù officinali e alimentari di questa specie, e, per questo motivo, è stata ampiamente diffusa dall’uomo.
Bacche di Sambuco
Holundersaft
Dai frutti ben maturi, che possono anche essere consumati freschi,  si ricavano marmellate e sciroppi, con effetti debolmente lassativi, mentre i fiori freschi possono essere consumati fritti in pastella e con aggiunta di zucchero, oppure nelle insalate, macedonie e frittate.