4 giu 2018

Le piante per gli ambienti salini

Ambiente di duna costiera
Carpobrotus acinaciformis
Molto diffusi lungo le coste, sono dovuti all’azione concomitante di infiltrazioni di acqua salmastra in falda (ad esempio nelle Maremme toscane), alla periodica sommersione per effetto delle maree o nelle zone di delta dei fiumi (Laguna veneta e delta del Po), ma anche all’effetto delle correnti  aeree provenienti dal mare, che depositano sale marino a terra e sulla vegetazione. I terreni salsi sono caratterizzati dalla presenza di acque che possiedono, a causa degli apporti di acqua marina e dell’intensa evaporazione, una concentrazione salina più elevata di quella dell’acqua di mare. Sono suoli fisiologicamente aridi, in quanto l’elevata concentrazione di sali dà luogo ad una pressione osmotica tale da impedire alla maggior parte delle piante di assorbire acqua dolce. Quando presenti in elevata concentrazione inoltre, i sali diventano tossici per le tutte piante, eccetto naturalmente per quelle adattate all’ambiente, dette alofite. L’azione del sale nell’aria inoltre, è poco tollerato dalla maggior parte delle specie vegetali, anche per l’effetto caustico e abrasivo che produce sulla parte aerea.

28 mag 2018

Le Spiree a fioritura tardiva

Sono tutte derivate dalla Spirea japonica, originaria della Cina e del Giappone, che si è diffusa e talora spontaneizzata nelle radure e nelle zone collinari. Non più diffusa allo stato coltivato, da questa specie derivano gran parte degli ibridi in commercio e ottenuti nel secolo scorso, conosciuti come Spirea x bumalda o S. bumalda.
Spiree in fioritura
La specie botanica è un arbusto eretto, a foglia caduca, piuttosto rigido e con spiccata propensione all’emissione di polloni basali. Le foglie sono ovali, lunghe 2-5 cm generalmente dentate, verde medio, leggermente tomentose. Le infiorescenze, che compaiono sui getti dell’anno all’inizio di giugno, sono di colore rosa acceso, e riunite in corimbi piatti, del diametro di 4-6 cm. La fioritura si protrae per circa un mese e, se si ha l’accortezza di tagliare le infiorescenze appassite, spesso si ha una seconda fioritura in settembre. Dal momento che la fioritura si forma sui getti dell’anno, tutte le cultivar appartenenti a questo gruppo possono essere potate anche drasticamente a inizio febbraio, eliminando i rami vecchi fino a 5-10 cm da terra, per favorire l’emissione di nuovi polloni basali.

22 mag 2018

Carrubo, albero del pane nel Mediterraneo

Il Carrubo è un grande albero da ombra
Altra pianta cauliflora tipica del bacino del Mediterraneo è il Carrubo (Ceratonia siliqua L.) 
Il termine volgare Carrubo deriva dall’arabo “karrub” o “charruba”, termine con il quale veniva designato quest’albero, da sempre legato all’alimentazione dei popoli mediterranei. 
Il Carrubo, come il Cercis, appartiene alla famiglia delle Leguminose ed è un albero sempreverde tozzo e imponente: non raggiunge grandi altezze, superando raramente i 10-12 metri, ma il tronco e la chioma con il tempo raggiungono larghezze notevoli e assumono aspetto monumentale e scultoreo, simile a quello di olivi vetusti. Ha radici robuste e profonde, in grado anche di fessurare la roccia grazie all’emissione di particolari acidi dalle estremità. Inoltre, come tutte le leguminose, vive in simbiosi con batteri azotofissatori che gli permettono di adattarsi anche in terreni poveri. 
La chioma è globosa, fitta, costituita da foglie persistenti di colore verde scuro, lucide superiormente e bruno-glauco inferiormente. 

15 mag 2018

Piante per terreni calcarei e alcalini

Prunus serrulata Kanzan
I suoli calcarei, pur essendo relativamente facili da lavorare, formano spesso una crosta superficiale, specie quando sono asciutti, che fa sì che né l’acqua né l’aria siano in grado di penetrarla. Per questo motivo, l’ossigenazione dell’apparato radicale delle piante situate nei terreni calcarei e la germogliazione dei semi risulta talora difficoltosa. Sono inoltre terreni problematici soprattutto da un punto di vista chimico. L’elevata presenza di sali di calcio infatti, alza notevolmente il valore del pH, (suoli basici o alcalini);  inoltre determina il mancato assorbimento di alcuni elementi fondamentali per le piante, in particolare del ferro, che, in queste condizioni,  viene immobilizzato all’interno di composti insolubili in acqua. 

30 apr 2018

Sambuco nero: una pianta legata all'uomo

L’enorme presenza del Sambuco (Sambucus nigra) in tutti gli ambienti è legato molto anche alle virtù officinali e alimentari di questa specie, e, per questo motivo, è stata ampiamente diffusa dall’uomo.
Bacche di Sambuco
Holundersaft
Dai frutti ben maturi, che possono anche essere consumati freschi,  si ricavano marmellate e sciroppi, con effetti debolmente lassativi, mentre i fiori freschi possono essere consumati fritti in pastella e con aggiunta di zucchero, oppure nelle insalate, macedonie e frittate. 

23 apr 2018

Le virtù del Sambuco (Sambucus nigra)

Sambucus nigra in fiore
Il sambuco comune (Sambucus nigra L. Fam. Adoxaceae) è molto comune in campagna. 
E’ una pianta eliofila e colonizzatrice e predilige luoghi aperti e molto soleggiati, come le radure, i margini dei boschi, le scarpate, le sponde dei corsi d’acqua. Si insedia con molta facilità anche lungo i muri o fra le macerie, occupando rapidamente spazi aperti anche di aree urbanizzate, dato che tollera bene l’inquinamento ambientale. 
Il nome del genere “Sambucus”, che Plinio utilizzava per indicare il Sambuco nero, pare derivi dal greco “sambyk”, strumento musicale a fiato che si otteneva svuotando del midollo i rami di questa pianta, mentre quello specifico “nigra” è dovuto al colore scuro delle bacche.
E' un grosso arbusto a foglia caduca, più raramente un alberetto, che può raggiungere gli 8 m di altezza. Ha una forma globosa, con numerosi rami che partono da terra, dato che la specie ha una grande capacità pollonifera. Molto precoce, è una delle prime a rientrare in vegetazione: già a fine febbraio, le gemme cominciano a gonfiare e a sviluppare i germogli. Le foglie sono opposte, di colore verde brillante, e, se stropicciate, emanano un odore un po' sgradevole, caratteristica questa, comune a tutte le parti verdi della pianta. 
Fiore di Sambuco
I fiori si aprono a partire da fine aprile, fino a giugno, a seconda dell’altitudine e della latitudine. Sono molto numerosi e assai decorativi, riuniti in infiorescenze rotondeggianti e  ombrelliformi del diametro di circa 20 cm,  di colore inizialmente bianco crema, poi giallo chiaro e molto profumate. 
I frutti sono piccole bacche globose, inizialmente verdi, poi rosse e infine nere e lucide,  con polpa rosso sangue. Le bacche sono raccolte in mazzetti penduli che completano la maturazione in settembre-ottobre. Persistenti a lungo sulla pianta, e sono molto appetite dall’avifauna, che contribuisce in tal modo alla diffusione del seme in natura. 
Frutti di Sambuco in autunno
Il Sambuco ha un notevole valore ornamentale. In piena fioritura è molto apprezzabile, sia visivamente che per il profumo che emana; in autunno è bello per il contrasto fra il rosso-nero dei frutti e la vegetazione. Ha inoltre una grande valenza ecologica, sia per gli insetti (api in primis) che visitano moltissimo i fiori ricchi di nettare, che per l’avifauna; le bacche rappresentano infatti una importante fonte di alimentazione autunnale per numerosi uccelli, quali tordi, storni, pettirossi, capinere, merli, bottacci ecc. mentre i rami offrono un rifugio per costruire i nidi, contribuendo così indirettamente alla lotta biologica contro i parassiti delle colture, dato che molte specie sono predatori naturali di insetti dannosi.
Il Sambuco inoltre è importante per l'uomo sia come pianta alimentare che officinale, come vedremo in un prossimo post. 


17 apr 2018

Materiali per i vasi: pietra, metallo e legno

In un post precedente abbiamo parlato della terracotta, tradizionale materiale per i vasi, descrivendone vantaggi e svantaggi. Un contenitore tuttavia può essere realizzato anche con altri materiali.

Pietra e cemento 
Insolito vaso in pietra
Con la pietra naturale si realizzano contenitori molto belli, ma di solito costosi e pesante. Per questo motivo i vasi in pietra trovano generalmente collocazione stabile in giardino. La pietra ha una discreta porosità, ma è comunque inferiore a quella del cotto. Alcune pietre inoltre, come ad esempio le arenarie, sono gelive e con il tempo tendono a sfaldarsi.
Vasca in cemento












Il cemento è un materiale molto più economico, che viene spesso impiegato per realizzare grandi vasche o può anche essere parte integrante di un terrazzo, lungo le cui pareti esterne vengono realizzate tasche in cemento. L’estetica non è particolarmente bella e il peso è notevole. Per alleggerirlo, al cemento si mescolano altri materiali quali argilla espansa o graniglie, e si ottengono vasi “in graniglia”. Si ottengono contenitori  duraturi, sufficientemente porosi (ma sempre meno del cotto) e resistenti agli sbalzi termici, anche se sono praticamente inamovibili. 

Legno

Vasi in legno colorato
E’ il meno durevole dei materiali e deve essere trattato con impregnanti per resistere all'umidità e alle intemperie. 
Talora si riciclano contenitori  che erano originariamente destinati ad altri scopi, (botti, tini per il vino,  vecchi mastelli). Anche in questo caso è richiesta elevata manutenzione. 
Nell’insieme è un ottimo materiale isolante, in grado di mantenere stabile la temperatura a livello delle radici.  Il costo di un buon contenitore è di solito  elevato, ma il peso è solitamente inferiore ad un vaso di cotto, anche se dipende molto dal legno con il quale si realizza il vaso. L’estetica è in genere molto bella. 
Vaso in legno "di recupero"

Metallo

Vasi in Corten
Metalli come ferro, acciaio, rame, alluminio vengono utilizzati per lo più come portavasi e non come veri e propri vasi di coltivazione. I vantaggi sono l’elevata resistenza agli urti, l’estetica gradevole, un peso non eccessivo, a meno che lo spessore delle pareti non sia notevole. Se usati direttamente come vasi, hanno diversi svantaggi, quali l’assenza di porosità, il surriscaldamento estivo e il raffreddamento invernale, la facilità ad ossidarsi se soggetti all’azione delle intemperie e il costo generalmente elevato. Negli ultimi anni si sta utilizzando molto il Corten, un acciaio sottoposto ad ossidazione, per dargli maggior resistenza e aspetto gradevole. Molto bello a vedersi, ha costi piuttosto elevati; risulta poco adatto al mare, poichè la salsedine lo danneggia.
In un prossimo post parleremo invece di vasi in plastica.