20 gen 2017

Irrigazione invernale: come prevenire i danni

Se ne parla e se ne è già accennato anche in un post precedente, ma non si ripeterà mai abbastanza.. Le piante vanno irrigate anche d'inverno. In questi giorni si stanno verificando (almeno al Nord) giornate decisamente soleggiate, asciutte, molto fredde e soprattutto ventose. Sono condizioni ideali per mandare le piante in stress idrico, comprese quelle a foglia caduca. Che le piante, in quanto esseri viventi, bevano, traspirino e in definitiva consumino acqua, è un fatto assodato. D'altronde anche noi, come gli animali, beviamo, sia pur meno, anche con il freddo. Avvertiamo meno lo stimolo della sete poichè traspiriamo meno liquidi, dal momento che in inverno non si suda, ma, in ogni caso beviamo. Lo stesso fanno le piante. In presenza di vento le necessità si accentuano, dal momento che il vento favorisce l'evaporazione superficiale (in altre parole "secca" le superfici con cui viene a contatto). 
Se stendiamo panni ad asciugare in una giornata ventosa, al caldo o al freddo intenso, i panni si asciugano, dal momento che è la corrente d'aria la vera responsabile dell'evaporazione dell'umidità contenuta nelle fibre. Analogamente, esporsi al vento in una giornata ventosa, si traduce per noi in secchezza della pelle esposta, in primis quella di labbra, viso e mani, che tendono a screpolarsi. Alle piante, che non possono ripararsi o cambiare posizione, accade esattamente la stessa cosa. E' per questo motivo che in questo momento va data acqua tanto alle piante sempreverdi, che, conservando foglie o aghi offrono una superficie traspirante maggiore alle intemperie, quanto a quelle a foglia caduca, i cui tessuti legnosi, sia pure in misura minore, non sono del tutto isolanti. 

13 gen 2017

Cinema, giardinaggio e giardini

Ieri sera, mentre guardavo per la decima volta quella simpaticissima commedia inglese che è L'Erba di Grace, riflettevo sulla presenza del giardino, da protagonista o solo da sfondo,  nel mondo del cinema. 

L'Erba di Grace
L'Erba di Grace è indiscutibilmente uno di questi film, nel quale il tema centrale non è tanto la produzione massiccia di germogli di Cannabis, quanto la dedizione di Grace al suo hobby, che è tutto il suo mondo. Bellissima la scena di quando il suo aiutante le chiede aiuto per migliorare lo stato di salute delle povere piante moribonde e lei, pur constatando che sono piante illegali, risponde: "Queste povere piante sono sofferenti: sono giardiniera, il mio dovere è quello di aiutarle". E così fa, mettendo a disposizione la sua attrezzatissima serra e adottando tutte le strategie possibili per far sopravvivere e germogliare le povere sciagurate, con la tacita connivenza di tutta la comunità. 

10 gen 2017

Conifere Nane e geometrie in giardino: le forme sferiche

Come già visto in un post precedente, le conifere nane si prestano per svariati usi. Mentre nel genere Juniperus prevalgono forme allargate, tappezzanti o ricadenti, i generi Thuja, Chamaecyparis e Cryptomeria si consigliano a chi ama forme globose e a cuscino più o meno regolare.
Thuja occidentalis Rheingold
Le Thuja sono sicuramente le più conosciute, ma segnaliamo in particolare le seguenti: Thuja occidentalis Danica, a fronde verde brillante con riflessi dorati, la Thuja occidentalis Rheingold, giallo dorato durante tutto l'anno e la piccola Thuja occidentalis Tiny Tim, verde scuro, che forma sfere quasi perfette, dense e compatte. Delle tre quella che preferisco è la Thuja Rheingold, che, per il colore acceso tutto l'anno, ben si presta ad accostamenti con fronde grigie o verdi di Juniperus, Picea pungens, Cupressus arizonica Fastigiata, ma anche con ciuffi di graminacee, quali Pennisetum o Miscanthus.

6 gen 2017

Conifere nane per il giardino invernale

Per “Conifere Nane” si intendono tutte quelle conifere sempreverdi a sviluppo molto compatto ed accrescimento lento, tappezzanti, talora ricadenti e che raramente superano 150-200 cm di altezza e solo dopo molto tempo. Appartengono per lo più alla famiglia delle Cupressaceae, e in particolare ai generi Juniperus, Chamaecyparis, Thuja e Cryptomeria, ma sono diffuse alcune specie della famiglia delle Pinaceae, in particolare  nel genere Pinus e nel genere Picea. Diffusissime ovunque in passato, le conifere nane sono state snobbate negli ultimi decenni, o considerate al massimo un ripiego per quei posti difficili, dove non cresce niente per terreno troppo povero, clima freddo, mancanza o eccesso di sole.
Juniperus squamata Blue Star
In Nord Europa, così come in montagna invece, complice il clima effettivamente rigido durante l’inverno, le conifere nane sono sempre molto apprezzate.  Spesso vengono impiegate in associazione con erbacee perenni e graminacee o piccoli arbusti, per creare piacevoli composizioni e bordi misti, con variazioni cromatiche molto belle in tutte le stagioni, che giocano sulle diverse tonalità di colore degli aghi. Dal momento che crescono molto lentamente, sono ideali anche per le composizioni in vasi, cassette e ciotole, dove restano belle anche nei giorni del gelo intenso e sotto la neve. In effetti la bellezza  delle conifere è tutto invernale, quando, fra le geometrie degli aghi, vengono intrappolate gocce di umidità, cristalli di brina e fiocchi di neve, formando disegni quanto mai affascinanti, fra fronde verdi, gialle o argentate.

2 gen 2017

Gennaio, lavori in giardino

Siamo appena entrati nel 2017 e nel cuore dell'inverno. Il giardino, apparentemente in assoluto riposo, in realtà sta lavorando in silenzio, preparandosi  per la primavera. E dato che un vero giardiniere non è mai in ozio, c'è sempre qualcosa da fare anche in questa stagione e anche se il tutto è ricoperto di neve (che quest'anno, a dire il vero, non ha ancora fatto il suo ingresso).
Sfatiamo il mito secondo il quale in inverno non si pianta. Non è assolutamente vero. Se il terreno è in condizioni di giusta umidità, non è bagnato o gelato e non è ricoperto di neve, si possono mettere a dimora alberi e arbusti in vaso, in zolla e anche a radice nuda. Sconsiglio ovviamente di piantare specie che necessitano di protezione invernale, come Bouganvillea, Plumbago, diversi tipi di palme, ecc, ma tutte le altre possono essere piantumate. Le radici si assesteranno durante i mesi freddi e in primavera saranno già ben pronte a assorbire acqua e nutrienti, consentendo un pronto risveglio vegetativo, con notevole vantaggio per la pianta. Il periodo si presta anche per la lavorazione del terreno e la preparazione di aiuole per la prossima primavera. Se abbiamo settimane asciutte e senza precipitazioni, si può procedere alla vangatura e alla concimazione di fondo, con buone quantità di stallatico maturo, che resta sempre uno dei migliori concimi organici da utilizzare in giardino.

15 dic 2016

Greenery, colore Pantone 2017

Come ogni anno Pantone annuncia quale sarà il colore leit-motiv per i successivi 12 mesi: dopo un sontuoso Color Marsala del 2015 e un Rosa quarzo del 2016, per il 2017 arriva Greenery, un verde allegro con una punta di giallo (che io, a dire il vero, ho sempre definito come verde lime). 
Per usare le parole del sito ufficiale, "Greenery è la ricerca della passione e della vitalità personale".  Ma il verde, si sa, è un colore associato alla natura, anzi, quello che la definisce per eccellenza. Il verde è un colore rilassante, che contribuisce ad allontanare lo stress della quotidianità, consigliato dagli arredatori per bagno e camere da letto, incaricato di riportarci ad uno stato naturale e a rigenerarci.

Si conferma quindi la tendenza, di cui ho già discusso in un precedente post, di un "bisogno di verde", di un ritorno alla natura, di rallentare il ritmo sempre più veloce e sempre più frenetico cui siamo sottoposti e creare uno spazio, all'interno delle nostre vite, in cui cercare rifugio. 
Per passare dal filosofico al pratico, vediamo come essere " a la page" in giardino...
La prima pianta che mi è venuta in mente guardando questa tonalità è il Liriodendron tulipifera, meglio noto come Albero dei tulipani. Magari non sarà la più scontata, ma guardate un po' la foto con i fiori di questa specie e ditemi un po' se non evocano Greenery. 

Liriodendron tulipifera
Va detto che non è una pianta adatta per tutti i luoghi. Intanto è un albero di prima grandezza, che, come tale, deve essere collocato in spazi adeguati, lontano da muri, fabbricati, case e quant'altro perchè prima o poi ...  diventa grande.
E' poi un po' esigente, poichè vive e si sviluppa bene solo su terreno fresco, profondo, drenato, da neutro ad acido;sopporta bene anche l'inquinamento urbano, ma non tollera la siccità estiva.  E' chiamato volgarmente Albero dei Tulipani  perchè i fiori, profumati e numerosi, che vengono prodotti dalla pianta dall'età di 6-8 anni, sono a forma di tulipano, formati da 9 petali riuniti a coppa di colore verde pallido, screziati di arancio alla base. Al centro si vedono numerosi pistilli giallo arancio. La fioritura va da giugno a luglio e ad essa segue la produzione di curiosi frutti bruni. Anche le foglie sono inconfondibili, grandi, a 4 lobi e con apice troncato, verde brillante in primavera-estate (Greenery, appunto) e giallo arancio in autunno. Il pregio di questa pianta infatti, oltre che essere un bellissimo albero da ombra, è anche quello di sfoggiare un favoloso foliage autunnale.

10 dic 2016

Parlando di Alberi di Natale..

Ormai ci siamo.. anzi direi che, come tradizione vuole, l'albero di Natale è stato più o meno allestito dai più, nelle case come nei luoghi pubblici. E come ogni anno salta fuori la polemica "albero di Natale vero o finto, qual è più ecologico? 
Io mi schiero nettamente dalla parte del classico abete di Natale vero, con tanto di tronco, rami, aghi fatti da Madre Natura. Non importa a quale specie appartenga, mi vanno bene tutte, ma che sia vero. Personalmente ho una predilizione nei confronti dell'abete rosso (Picea abies-Picea excelsa, peccio) per il profumo che emana, e che associo immediatamente a questa festività.  Riconosco che ha degli svantaggi, primo fra tutti quello di far cadere con facilità gli aghi, soprattutto se sottoposto al calore delle case per un mese. Ma vanno bene anche gli Abies nordmanniana, pinsapo, alba o, per i più chic, i costosissimi Picea pungens Koster a ago grigio-argento.

Abies nordmanniana
Per favore, non mi dite che un albero di Natale sintetico, solo perchè dura per anni, è più ecologico di uno vero. Mettete in azione il cervello e pensate solo al materiale con cui è fatto: plastica. Quanto è ecologico produrre la plastica? quanto sono ecologiche le vernici e gli smalti con cui vengono dipinti? Quanto è ecologico smaltire la plastica quando, dopo qualche anno di onorato servizio, verrà buttato? Se poi pensiamo che buona parte di questi prodotti arrivano da Cina e dintorni e alle condizioni lavorative della manodopera che li produce, entrano in ballo anche questioni etiche piuttosto problematiche. 
Ve lo dico da vivaista con cognizione di causa: gli alberi di Natale che vengono venduti non sono strappati alle foreste, nè hanno impatto sugli ecosistemi naturali: sono coltivati appositamente con questo scopo in vivaio o in appezzamenti dedicati e ripiantati l'anno successivo come si farebbe per un campo qualunque di insalata.