10 gen 2018

Fiorirà l'Aspidistria

Una delle piante che si merita un premio per robustezza e  frugalità è senza dubbio l'Aspidistria elatior 
La sua eccezionale capacità di adattamento viene descritta indirettamente in un famoso romanzo di Orwell , “Fiorirà l’Aspidistria”, nel quale la sventurata pianta, sia pur volutamente maltrattata dal protagonista, che vede in lei il simbolo della piccola borghesia inglese, continua imperterrita a vegetare, sopravvivendo a tutte le  sue angherie. 

Siepe di Aspidistria elatior
E’ una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Liliaceae, originaria delle foreste della Cina, ove cresce spontanea nel sottobosco. E’ una pianta acaule, (priva di fusto esterno) provvista però di fusti sotterranei (rizomi), ricchi di radici carnose. Da questi si sviluppano ciuffi di foglie di forma lanceolata, lunghe fino a 70 cm e larghe 10-20, verdi scure, lucide e coriacee, molto decorative e spesso usate nelle composizioni floreali. I cespi, di anno in anno, si allargano per emissione di nuove foglie dai rizomi basali e diventano sempre più folti
I fiori, poco visibili, sono di colore rosso scuro e compaiono in estate a livello del terreno, seminascosti dal fitto fogliame. Raramente si formano se le piante sono coltivate in vaso. Ad essi seguono, in autunno, piccole bacche scure contenenti i semi.

5 gen 2018

Alexander von Humboldt, padre dell'ecologia

La Libreria della Natura a Milano
I libri mi sono sempre piaciuti: anzi, ammetto pubblicamente di essere una acquirente/lettrice compulsiva, anche se ultimamente sono più acquirente che lettrice, soprattutto per mancanza di tempo. Non smetto di acquistare comunque, pensando che quando i titoli sono a portata di braccio prima o poi arriverà l'agognato momento di divorarli..
Uno dei punti di riferimento per il nostro settore è senza dubbio la Libreria della Natura, storico negozio milanese presente anche nelle mostre vivaistiche più importanti e il cui stand non manco mai di bazzicare in tali occasioni. In caso di dubbi, lasciatevi consigliare da Valentina (titolare) e di certo non sarete delusi. Sto approfittando delle feste di Natale per terminare uno dei miei ultimi acquisti:
L'Invenzione della Natura, scritto con uno stile piacevolissimo e scorrevole da Andrea Wulf, nota autrice di romanzi incentrati sulla vita e le opere di scienziati famosi.

1 gen 2018

Nandina domestica: pianta di buon auspicio

Ampiamente diffusa nei giardini europei, la Nandina domestica è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle Berberidaceae (la stessa del Berberis vulgaris o crespino comune), anche se, a dire il vero, le due piante non si somigliano affatto. L’aspetto della Nandina infatti è quanto mai leggero ed elegante, simile per molti versi ad un bambù in miniatura, dato che raramente supera i 2 metri di altezza, ed è assolutamente sprovvisto di spine o aculei, caratteristica invece piuttosto comune nella famiglia dei Berberis.

Nandina domestica
La Nandina domestica è originaria della Cina e del Giappone, ove è addirittura considerata una pianta sacra. Fu importata in Europa da William Kerr a Londra nel 1804, e i giardinieri inglesi, incerti sulla sua resistenza al freddo e traditi dall’aspetto etereo della pianta, la misero a dimora inizialmente in serra, temendo che i rigori invernali potessero danneggiarla. Il nome Nandina le fu attribuito successivamente dal botanico Carl Thumberg, allievo di Linneo e uno dei primi a studiare e introdurre in Europa la flora giapponese; Nandina deriva dalla latinizzazione del termine giapponese nan-ten, che nella lingua originale significa longevità, inverno. Sempre in Giappone, ove la pianta è assai apprezzata e venerata ed esiste addirittura una Società Botanica ad essa dedicata, la Nandina viene considerata pianta di buon auspicio e per questo viene piantata vicino ai templi e alle case, per scacciare la malasorte. Viene altresì utilizzata nelle composizioni floreali da regalare all’inizio dell’anno nuovo come augurio di lunga vita, quindi mi sembra appropriato un post a lei dedicato  nel primo giorno dell'anno. 

26 dic 2017

L’acquisto delle piante in zolla

Nelle nostre latitudini, checché se ne dica, il momento migliore per comprare o mettere a dimora una pianta resta sempre il periodo che va dall’autunno all’inizio della primavera (inverno compreso, se le condizioni meteo lo permettono). 

Alberi e arbusti in zolla
A partire da novembre, sia le latifoglie che le Conifere entrano in riposo, le prime perdendo le foglie, le seconde arrestando o riducendo al minimo l’attività vegetativa. Finché sussistono queste condizioni, è possibile zollare l’individuo e trapiantarlo in altra sede.
L’acquisto di una pianta in zolla offre indubbi vantaggi: 
- prezzo più conveniente rispetto al vaso
- maggior disponibilità di prodotto e dimensioni, dato che le piante vengono prelevate direttamente dal campo di coltivazione; di conseguenza la scelta non è limitata ai soli esemplari invasati nella stagione.
- possibilità di mettere a dimora piante di maggiori dimensioni o esemplari di pronto effetto, più difficilmente gestibili in contenitore
- vantaggio per l’ambiente, poiché non si rende necessario l’uso e il successivo smaltimento del/i  vaso/i di plastica

18 dic 2017

Aucuba japonica: una soluzione per giardini all'ombra

La settimana scorsa mi sono trovata a transitare in quel di Porretta Terme, comune in provincia di Bologna in mezzo all'Appennino. Chi conosce la zona sa che l'area non gode di un clima propriamente felice. Infilato com'è tra i monti e ai lati del Reno, d'inverno fa un freddo boia;  va meglio d'estate dove si può trovare invece un po' di refrigerio. In un'aiuola pubblica ho trovato alcuni grossi cespugli di Aucuba japonica Crotonifolia, con le foglie indurite dal gelo, ma perfettamente in salute. Nonostante il suo aspetto da pianta d'appartamento, l' Aucuba tollera perfettamente freddi anche intensi e prolungati, con temperature fino a -15.  Per contro, soffre se esposta al di sopra dei 20-25 °, specie se colpita dai raggi solari.  E' quindi la pianta ideale per esposizioni fresche e semi-ombreggiate, ma anche in ombra completa. Ha inoltre un’ottima resistenza alla siccità (pur prediligendo irrigazioni regolari durante il periodo vegetativo) e, aspetto molto importante negli ambienti urbani, all'inquinamento dell’aria.

Aucuba japonica Crotonifolia
Originaria del Giappone, dal cui nome Ookiba deriva quello del genere, appartiene alla famiglia delle Cornacee.  Pur annoverando diverse specie, quella più conosciuta e utilizzata a scopo ornamentale è l’Aucuba japonica Rozannie, a foglia verde, e l’Aucuba japonica Crotonifolia , con grosse foglie verde-lucido, coriacee, dentellate ai margini e fittamente picchiettate di giallo vivace. Particolarmente interessante è anche l’Aucuba japonica Golden King, caratterizzata da un giallo molto intenso del fogliame.Le Aucube sono tutte piante dioiche, aventi cioè fiori maschili e femminili portate su piante separate. I fiori nei due sessi sono molto simili, poco appariscenti e di colore violaceo marrone.

13 dic 2017

Fiori invernali

Chi pensa che l’inverno sia una stagione povera di colori e profumi si sbaglia di grosso: a partire da dicembre fino a marzo, abbiamo una serie di piante che arricchiscono la stagione fredda con fragranze e tonalità vivaci. Si comincia infatti dai toni pastello delle Camellie invernali, appartenenti ai generi sasanqua, vernalis e hiemalis, che ci deliziano con la loro gamma di bianchi-rosa-rossi e il dolcissimo profumo.
Camellia sasanqua Bonanza
Camellia Marta Piffaretti












6 dic 2017

Piante delle feste: l'Agrifoglio

Conosciuto e venerato sin dall’antichità, l’agrifoglio comune (detto anche aquifoglio o pungitopo maggiore) fu classificato per la prima volta da Linneo nel 1753 come Ilex aquifolium.
Il nome generico è dovuto alla sua rassomiglianza con il leccio (Quercus ilex, per l’appunto), mentre il termine aquifolium viene dal latino “acrifolium” (acer = acuto) e significa “foglia spinosa, pungente”, per via del margine spinescente delle foglie.
Il termine Pungitopo maggiore deriva invece dall’usanza di mettere rami di agrifoglio insieme a quelli del pungitopo (Ruscus aculeatus), sulle corde alle quali si appendeva la carne salata, per proteggerla dai topi: di qui il nome comune di “pungitopo maggiore”.

Ilex aquifolium

E’ una pianta sempreverde, a portamento arbustivo, di crescita lenta, molto longeva, che nelle migliori condizioni può raggiungere 25 m di altezza, anche se è raro trovare oggi esemplari di queste dimensioni. Le foglie sono coriacee, verde scuro, lucide superiormente e più chiare sulla pagina inferiore, lunghe da 2 a 10 cm e larghe 2-6 cm. Una caratteristica di questa pianta è di avere un grosso dimorfismo fogliare fra le foglie giovani e quelle adulte. Quelle giovanili e basali sono di solito più grandi e soprattutto variamente spinose ai margini, per ovvi motivi di difesa nei confronti degli animali erbivori. Le foglie vecchie o quelle poste ad altezze superiori, in modo particolare quelle apicali, sono poco spinose, o addirittura a margine intero, liscio.