26 mar 2018

Qual è il materiale migliore per un vaso?

Sono tanti i materiali con i quali i vasi vengono realizzati, tutti con caratteristiche diverse e ciascuno con pregi e difetti.

Aspidistria in vasi di terracotta
La terracotta è indubbiamente la materia prima più antica e utilizzata per i vasi, ottenuta dalla cottura ad alta temperatura di argille con diversa composizione a seconda della zona di provenienza; possono essere fatti a mano o a macchina, con le pareti lisce o con decori in rilievo. La terracotta è un materiale poroso, che permette la traspirazione delle radici, oltre che proteggerle dagli sbalzi di temperatura, soprattutto evitando il riscaldamento nei mesi estivi e il raffreddamento in quelli invernali. Nonostante la porosità del materiale di partenza, è fondamentale la presenza di un foro di drenaggio sul fondo, che garantisca lo sgrondo dell’acqua in eccesso.

20 mar 2018

Piante per terreni argillosi

Cipresso nelle Crete senesi
Il problema più grosso dato da questo tipo di suolo è la lavorabilità: molto duri e fessurati se secchi, da bagnati aderiscono agli strumenti di lavoro e si compattano. Lo stesso avviene nei confronti delle  radici delle piante e spesso, per via del compattamento, hanno grossi problemi di drenaggio e diventano asfittici dopo piogge abbondanti. In assenza o scarsità di ossigeno, anche le radici delle piante si sviluppano con difficoltà, limitando la crescita. Per questo motivo, la regimazione delle acque deve essere fatta con attenzione, sia in pianura che in collina; nel primo caso per evitare il ristagno, nel secondo per ridurre il ruscellamento superficiale. 

13 mar 2018

Scegliere il vaso giusto per le nostre piante

In mancanza di un giardino si impone la coltivazione in vaso. 
Scegliere il vaso adatto ha grande importanza per una buona crescita delle specie che vi saranno ospitate. I parametri da considerare sono essenzialmente tre: le dimensioni, la forma e il materiale. 
Dimensioni: il volume di terra all'interno del vaso deve essere sufficiente per un regolare sviluppo delle radici e pertanto occorre cambiarlo via via che la pianta cresce. Le dimensioni dei vasi dipendono anche dal tipo di pianta che si vuole coltivare e dal suo sviluppo finale. Arbusti e piccoli alberi richiedono perciò contenitori di maggiori dimensioni rispetto alle erbacee perenni.

9 mar 2018

Spirea di primavera

Viale di Spiree al Castello di Masino
Nonostante le generose e spettacolari fioriture che ogni anno si rinnovano, le Spiree sembrano far di tutto per passare inosservate. Pur appartenenti alla famiglia delle Rosacee, sicuramente non hanno il ruolo di primedonne delle Rose; vengono spesso confuse con i comuni pruni o biancospini, con i quali hanno in comune la rusticità, il colore dei fiori e la capacità di adattarsi a qualsiasi condizione di clima e terreno, ma non hanno le spine. 
La maggior parte delle spiree coltivate per uso ornamentale viene dalla Cina e dal Giappone. 
La loro comparsa nei giardini europei è iniziato attorno al 1600 ed è proseguito di pari passo alle espansioni coloniali nei secoli successivi.  
Mentre da un punto di vista botanico la classificazione risulta ancora piuttosto controversa, sotto l’aspetto della coltivazione e soprattutto della fioritura, il mondo delle Spiree si divide in due grandi gruppi: quelle a fioritura precoce (da fine marzo a fine aprile-metà maggio) tutte o quasi di colore bianco, e quelle giapponesi a fioritura tardiva (da fine maggio a luglio) generalmente a fiore rosa. 
Le prime hanno sviluppo piuttosto allargato, con lunghi rami ricadenti a maturità e fioriscono sui rami dell’anno precedente.

5 mar 2018

Piante per terreni ghiaiosi e sabbiosi

Olea europea (olivo) cresce
 bene anche sui ciottoli
Le piante per il terreno ghiaioso
I problemi maggiori di questi substrati sono la scarsa capacità di conservare acqua negli strati superficiali, che li rende quindi secchi e asciutti; la scarsa fertilità per la poca presenza di sostanze organiche e nutrienti; talora (non sempre), la scarsa profondità, che non permette l’ancoraggio di alberi di grosse dimensioni e con apparati radicali profondi. Occorrono quindi piante frugali da un punto di vista nutrizionale, con apparati radicali superficiali in caso di terreni poco profondi o, fittonanti e molto sviluppati  in caso contrario, e in grado di tollerare la siccità.

27 feb 2018

Buddleje d'inverno

Anche se siamo abituati a pensare a loro come piante estive, esistono alcune specie di Buddleja a fioritura invernale. Una di queste è la
Buddleja madagascariensis
Buddleja madagascariensis, il cui nome farebbe pensare ad una pianta delicatissima, super-tropicale, assolutamente inadatta da noi. In realtà la Buddleja madagascariensis (o Nicodemia madagascariensis) è una specie spontanea del Madagascar che si è naturalizzata in Cina e anche lungo le coste del Mediterraneo, portata sicuramente per scopi ornamentali.
Descritta per la prima volta da Lamarck nel 1792, è un vigoroso arbusto a portamento scadente sempreverde o semisempreverde, di rapidissimo sviluppo e alto fino a 4 m. Produce lunghi rami che, da giovani, sono ricoperti da una peluria grigia finissima, che danno agli apici un aspetto vagamente argentato. Le foglie, ovali, piuttosto grandi, opposte, sono verde scuro superiormente, con venature evidenti, mentre inferiormente sono ricoperte da peli biancastri o grigi. 

20 feb 2018

Il giardino in giallo: la mimosa

Fiori di Mimosa
Conosciuta con il nome di Mimosa e da oltre sessant’anni simbolo della Festa della Donna, questo grazioso alberetto è in realtà una Acacia dealbata, Leguminosa di origine australiana portata in Europa intorno al 1800 per la bellezza della sua fioritura precoce e successivamente naturalizzatasi un po’ in tutti gli ambienti mediterranei della nostra penisola, dalla Sicilia fino alle falde delle Alpi Marittime.
E’ una specie arborea (talora anche arbustiva per la capacità di emettere polloni basali) che nelle zone di origine può arrivare oltre i 20 metri, ma che da noi raramente supera i 10-15 metri di altezza.