19 gen 2018

Piante.. da difesa

Spine di Poncirus trifoliata
Per chi necessita di una buona siepe difensiva, niente di meglio dell'uso di qualcuna di queste piante, o anche tutte associate a seconda dei gusti.
Frutti di Poncirus trifoliata
Una delle più "cattive" è senza dubbio il Citrus triptera, alias Poncirus trifoliata. Conosciuto dagli appassionati di agrumi poichè è uno dei più comuni portainnesti, è una specie a foglia caduca, con un  intrico fitto di rami verdi muniti di robuste spine, dritte e appuntite. I fiori, non particolarmente grandi, sono bianchi, profumati e si aprono a inizio primavera. Le foglie sono composte da 3 foglioline verde medio, non particolarmente fitte. Alla fine dell'estate maturano i frutti, rotondi, con un diametro di 4-5 cm, verdi inizialmente, poi giallo, non commestibile, ma decorativo sulla pianta e utile per profumare la biancheria e gli armadi. Non particolarmente rapido a crescere negli stadi giovanili, permette, una volta insediato, di formare siepi difensive a prova di ladro e/o animali selvatici.. Anche un cinghiale ci pensa bene prima di sfondare una barriera di questo tipo...

15 gen 2018

Le Nandine per i terrazzi

In mancanza di un giardino si impone la coltivazione in vaso. 
Scegliere il vaso adatto ha grande importanza per una buona crescita delle specie che vi saranno ospitate. I parametri da considerare sono essenzialmente tre: le dimensioni, la forma e il materiale. 
Dimensioni: il volume di terra all'interno del vaso deve essere sufficiente per un regolare sviluppo delle radici e pertanto occorre cambiarlo via via che la pianta cresce. Le dimensioni dei vasi dipendono anche dal tipo di pianta che si vuole coltivare e dal suo sviluppo finale. Arbusti e piccoli alberi richiedono perciò contenitori di maggiori dimensioni rispetto alle erbacee perenni.

10 gen 2018

Fiorirà l'Aspidistria

Una delle piante che si merita un premio per robustezza e  frugalità è senza dubbio l'Aspidistria elatior 
La sua eccezionale capacità di adattamento viene descritta indirettamente in un famoso romanzo di Orwell , “Fiorirà l’Aspidistria”, nel quale la sventurata pianta, sia pur volutamente maltrattata dal protagonista, che vede in lei il simbolo della piccola borghesia inglese, continua imperterrita a vegetare, sopravvivendo a tutte le  sue angherie. 

Siepe di Aspidistria elatior
E’ una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Liliaceae, originaria delle foreste della Cina, ove cresce spontanea nel sottobosco. E’ una pianta acaule, (priva di fusto esterno) provvista però di fusti sotterranei (rizomi), ricchi di radici carnose. Da questi si sviluppano ciuffi di foglie di forma lanceolata, lunghe fino a 70 cm e larghe 10-20, verdi scure, lucide e coriacee, molto decorative e spesso usate nelle composizioni floreali. I cespi, di anno in anno, si allargano per emissione di nuove foglie dai rizomi basali e diventano sempre più folti
I fiori, poco visibili, sono di colore rosso scuro e compaiono in estate a livello del terreno, seminascosti dal fitto fogliame. Raramente si formano se le piante sono coltivate in vaso. Ad essi seguono, in autunno, piccole bacche scure contenenti i semi.

5 gen 2018

Alexander von Humboldt, padre dell'ecologia

La Libreria della Natura a Milano
I libri mi sono sempre piaciuti: anzi, ammetto pubblicamente di essere una acquirente/lettrice compulsiva, anche se ultimamente sono più acquirente che lettrice, soprattutto per mancanza di tempo. Non smetto di acquistare comunque, pensando che quando i titoli sono a portata di braccio prima o poi arriverà l'agognato momento di divorarli..
Uno dei punti di riferimento per il nostro settore è senza dubbio la Libreria della Natura, storico negozio milanese presente anche nelle mostre vivaistiche più importanti e il cui stand non manco mai di bazzicare in tali occasioni. In caso di dubbi, lasciatevi consigliare da Valentina (titolare) e di certo non sarete delusi. Sto approfittando delle feste di Natale per terminare uno dei miei ultimi acquisti:
L'Invenzione della Natura, scritto con uno stile piacevolissimo e scorrevole da Andrea Wulf, nota autrice di romanzi incentrati sulla vita e le opere di scienziati famosi.

1 gen 2018

Nandina domestica: pianta di buon auspicio

Ampiamente diffusa nei giardini europei, la Nandina domestica è un arbusto sempreverde che appartiene alla famiglia delle Berberidaceae (la stessa del Berberis vulgaris o crespino comune), anche se, a dire il vero, le due piante non si somigliano affatto. L’aspetto della Nandina infatti è quanto mai leggero ed elegante, simile per molti versi ad un bambù in miniatura, dato che raramente supera i 2 metri di altezza, ed è assolutamente sprovvisto di spine o aculei, caratteristica invece piuttosto comune nella famiglia dei Berberis.

Nandina domestica
La Nandina domestica è originaria della Cina e del Giappone, ove è addirittura considerata una pianta sacra. Fu importata in Europa da William Kerr a Londra nel 1804, e i giardinieri inglesi, incerti sulla sua resistenza al freddo e traditi dall’aspetto etereo della pianta, la misero a dimora inizialmente in serra, temendo che i rigori invernali potessero danneggiarla. Il nome Nandina le fu attribuito successivamente dal botanico Carl Thumberg, allievo di Linneo e uno dei primi a studiare e introdurre in Europa la flora giapponese; Nandina deriva dalla latinizzazione del termine giapponese nan-ten, che nella lingua originale significa longevità, inverno. Sempre in Giappone, ove la pianta è assai apprezzata e venerata ed esiste addirittura una Società Botanica ad essa dedicata, la Nandina viene considerata pianta di buon auspicio e per questo viene piantata vicino ai templi e alle case, per scacciare la malasorte. Viene altresì utilizzata nelle composizioni floreali da regalare all’inizio dell’anno nuovo come augurio di lunga vita, quindi mi sembra appropriato un post a lei dedicato  nel primo giorno dell'anno. 

26 dic 2017

L’acquisto delle piante in zolla

Nelle nostre latitudini, checché se ne dica, il momento migliore per comprare o mettere a dimora una pianta resta sempre il periodo che va dall’autunno all’inizio della primavera (inverno compreso, se le condizioni meteo lo permettono). 

Alberi e arbusti in zolla
A partire da novembre, sia le latifoglie che le Conifere entrano in riposo, le prime perdendo le foglie, le seconde arrestando o riducendo al minimo l’attività vegetativa. Finché sussistono queste condizioni, è possibile zollare l’individuo e trapiantarlo in altra sede.
L’acquisto di una pianta in zolla offre indubbi vantaggi: 
- prezzo più conveniente rispetto al vaso
- maggior disponibilità di prodotto e dimensioni, dato che le piante vengono prelevate direttamente dal campo di coltivazione; di conseguenza la scelta non è limitata ai soli esemplari invasati nella stagione.
- possibilità di mettere a dimora piante di maggiori dimensioni o esemplari di pronto effetto, più difficilmente gestibili in contenitore
- vantaggio per l’ambiente, poiché non si rende necessario l’uso e il successivo smaltimento del/i  vaso/i di plastica

18 dic 2017

Aucuba japonica: una soluzione per giardini all'ombra

La settimana scorsa mi sono trovata a transitare in quel di Porretta Terme, comune in provincia di Bologna in mezzo all'Appennino. Chi conosce la zona sa che l'area non gode di un clima propriamente felice. Infilato com'è tra i monti e ai lati del Reno, d'inverno fa un freddo boia;  va meglio d'estate dove si può trovare invece un po' di refrigerio. In un'aiuola pubblica ho trovato alcuni grossi cespugli di Aucuba japonica Crotonifolia, con le foglie indurite dal gelo, ma perfettamente in salute. Nonostante il suo aspetto da pianta d'appartamento, l' Aucuba tollera perfettamente freddi anche intensi e prolungati, con temperature fino a -15.  Per contro, soffre se esposta al di sopra dei 20-25 °, specie se colpita dai raggi solari.  E' quindi la pianta ideale per esposizioni fresche e semi-ombreggiate, ma anche in ombra completa. Ha inoltre un’ottima resistenza alla siccità (pur prediligendo irrigazioni regolari durante il periodo vegetativo) e, aspetto molto importante negli ambienti urbani, all'inquinamento dell’aria.

Aucuba japonica Crotonifolia
Originaria del Giappone, dal cui nome Ookiba deriva quello del genere, appartiene alla famiglia delle Cornacee.  Pur annoverando diverse specie, quella più conosciuta e utilizzata a scopo ornamentale è l’Aucuba japonica Rozannie, a foglia verde, e l’Aucuba japonica Crotonifolia , con grosse foglie verde-lucido, coriacee, dentellate ai margini e fittamente picchiettate di giallo vivace. Particolarmente interessante è anche l’Aucuba japonica Golden King, caratterizzata da un giallo molto intenso del fogliame.Le Aucube sono tutte piante dioiche, aventi cioè fiori maschili e femminili portate su piante separate. I fiori nei due sessi sono molto simili, poco appariscenti e di colore violaceo marrone.