2 lug 2018

Rampicanti insoliti: Bignonia e Tecomaria

Bignonia capreolata
Secondo le recenti classificazioni l’unico rappresentante del genere Bignonia propriamente detta è la Bignonia capreolata (sinonimi Doxantha capreolata, Anisostichus capreolatus, Anisostichus crucigera), specie introdotta in Europa nel XVII secolo e originaria degli stati orientali degli Usa, dal Maryland alla Florida e, spostandosi verso ovest, sino al Missouri e al Texas. Deve il nome della specie al caratteristico aspetto che assume la sezione trasversale del fusto, nel quale appaiono 4 cunei a croce con gli apici che convergono verso il centro.
E’ conosciuta nei paesi anglosassoni col nome di Cross vine (Vite della Croce) o Quarter vine proprio per questa caratteristica, mentre in Francia è nota come Bignone à odeur de café per il suo profumo, e in Italia come Tetrafila per la disposizione delle foglie.

Bignonia capreolata

E’ un rampicante sempreverde a portamento vigoroso, di rapida crescita, che può raggiungere e superare i 20 metri in condizioni ottimali. Se privo di supporto, si comporta come un tappezzante. Ha foglie rigide, verde scuro,  e  viticci biforcati che servono per arrampicarsi.
I fiori sbocciano a mazzetti  dalla tarda primavera e sono a forma di piccole trombe di un bel colore rosso mattone fuori e giallo-arancio all'interno. In piena fioritura è un manto giallo-oro tanto da attribuirle l’appellativo di “Gloria di Fiori” ovvero la traduzione italiana di Doxantha c. (dóxa=gloria e ánthos=fiore).


Tecomaria capensis rossa
Al genere Tecomaria appartiene la Tecomaria capensis (sin Bignonia capensis o talora Tecoma capensis), originaria, come dice il nome, della Provincia del Capo, in Sudafrica.
Vagamente somigliante alla Campsis radicans, non ha tuttavia portamento così invasivo e soprattutto non è provvista di radici avventizie per aggrapparsi. In realtà la Tecomaria capensis è una pianta sarmentosa più che rampicante, che forma lunghi tralci legnosi che necessitano di supporto al quale appoggiarsi, e che devono essere guidati e legati. Se potata drasticamente a fine inverno, può anche essere mantenuta come un vigoroso cespuglio sempreverde.
Tecomaria capensis arancio
Le foglie, normalmente sempreverdi, sono molto simili a quelle della Campsis radicans ma, in caso di freddo intenso al di sotto dello 0°C,  cadono, e la pianta si comporta come caducifoglia. Anche i fiori ricordano quelli della Campsis radicans, ma, a differenza di quest’ultima, sono più strette e numerose, provviste di lunghi stami che fuoriescono dallo stilo e di colore rosso, arancio o giallo a seconda della varietà. Il periodo di fioritura va da giugno a ottobre, ma nei climi mediterranei, a inverno mite, qualche corolla si apre già a fine inverno e per tutta la primavera.
Tecomaria capensis gialla



La coltivazione non presenta difficoltà: esige esposizioni di pieno sole, terreni neutri o leggermente acidi e comunque non calcarei, sufficientemente freschi, irrigando, in caso di necessità nei periodi più siccitosi e durante la fioritura. Resiste discretamente al freddo, perdendo inizialmente le foglie, ma non a geli prolungati. Una potatura di ritorno o di contenimento, se necessaria, deve essere fatta a fine inverno.
Perfetta nei giardini mediterranei, può essere utilizzata sia in piena terra che in vaso per ricoprire muri, cancellate, colonne, pergole o anche come arbusto voluminoso.


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