28 nov 2016

Camellia sinensis, una pianta che ha fatto la storia

Complice un nebbioso e sonnacchioso pomeriggio domenicale di novembre, non ho trovato di meglio che farmi una bella tazza di tè accoccolata sul divano. Il tè è ottenuto dalla raccolta dei germogli della Camellia sinensis,  probabilmente una delle piante che di più ha influenzato la storia dell'umanità. Il genere Camellia, dedicato al botanico gesuita Camellius , annovera specie ornamentali bellissime, fra cui la nota Camellia japonica (è una Camellia japonica il fiore preferito di Marguerite Gautier, la romantica protagonista de "La signora delle camellie") e la Camellia sasanqua, dalla fragrante fioritura autunnale. I fiori bianchi o rosati della Camellia sinensis invece, non hanno mai entusiasmato nessuno, almeno dal punto di vista ornamentale, ma la diffusione del consumo di tè ha costruito e fatto crollare imperi, contribuito alla distruzione di ecosistemi per far spazio a nuove piantagioni e favorito schiavitù e sfruttamento nei paesi ove il tè viene prodotto. 
Fiori di Camellia sinensis
Coltivata nella fascia temperato calda di Cina e Giappone, è un arbusto sempreverde che può raggiungere i 4-6 m di altezza. Ha foglie verde tenero da giovani e verde scuro una volta adulte, piuttosto coriacee. I fiori sbocciano all'ascella delle foglie e sono piccoli, bianco crema, con 6-7 petali incurvati verso l'interno che racchiudono stami e pistilli giallo oro. La fioritura, nei nostri climi, ha luogo generalmente in autunno, a partire da fine ottobre e i fiori emanano un profumo piacevole e delicato. Furono i cinesi a scoprire che le foglie tenere di questa pianta, opportunamente essiccate e messe in acqua calda, davano origine ad una bevanda al contempo dissetante, profumata, gradevole e con effetto calmante. 
Dalla Cina la bevanda fece il suo ingresso in Europa intorno al 1600 grazie ai commerci della Compagnia Olandese delle Indie Orientali e ben presto si diffuse in tutto il vecchio continente, nonchè nelle colonie del Nuovo Mondo. 

1 nov 2016

Bacche di stagione

Anche quest'anno l'Autunno ha avuto un inizio decisamente caldo e, oltre ai consueti colori, è ancora ricco di fiori. Le Buddleje non hanno ancora o quasi smesso di fiorire, Weigelie e Spirea japonica fanno la seconda fioritura, addirittura qualche lillà ha pensato che fosse primavera e dopo il caldo estivo, ha schiuso le sue spighe. Ma da che mondo è mondo, l'Autunno è una stagione di frutti e di bacche, più che di fiori. Cotoneaster lactea, Pyracantha, Meli da fiore, Aronia, Sorbo degli Uccellatori, giusto per citarne qualcuno, sfoggiano le loro bacche colorate, gioia per gli occhi e delizia per i merli. Io adoro le Callicarpa, che già dal nome, derivato dal greco, "bel frutto", sono tutto un programma. Appartenenti alla Famiglia delle Verbenaceae, le Callicarpa sfoggiano bacche coloratissime e numerose a partire da questa stagione per buona parte dell'Autunno-inverno. 

Callicarpa bodinieri Profusion
La Callicarpa bodinieri Profusion è un arbusto di origine asiatico di sviluppo vigoroso e rapido. Forma lunghi rami robusti, piuttosto flessibili da giovani, tanto da poter essere guidati anche su una spalliera. Personalmente preferisco lasciarle libere di crescere in tutta la loro grandezza, senza forzature o tagli inutili. Ha foglie piuttosto grandi, ovato-lanceolate, che in autunno diventano giallo oro. La fioritura è primaverile e poco evidente, fatta di fiorellini rosa lilla che si aprono sul ramo dell'anno precedente. E' in questo periodo che la Callicarpa, assolutamente inosservata durante la stagione, gode del suo momento di gloria. Si riempie infatti di mazzi di bacche viola scuro, con riflessi metallici, che persistono a lungo anche dopo la caduta delle foglie. 
Callicarpa dichotoma Albifructus
Altrettanto interessante è la Callicarpa dichotoma Albifructus, di origine americana. Di taglia più contenuta (intorno ai 2 metri) rispetto alla sua cugina asiatica, si caratterizza per la ramificazione più compatta, esile e fitta, ma soprattutto per le bacche, piccole e molto numerose, di colore bianco perlaceo. Le bacche permangono sui rami anche dopo la caduta delle foglie fino ad inverno inoltrato. Cresce bene in normale terreno da giardino, fresco, e preferisce esposizione soleggiata. La fioritura estiva è di colore rosa pallido. Visto lo sviluppo contenuto la pianta è anche adatta alla coltivazione in contenitore. 

12 ott 2016

Il verde, un bisogno del nuovo millennio

Prendo spunto da una serie di riviste del settore e non, per fare una constatazione felice: il verde, finalmente, sta diventando un bisogno sentito e accertato del nuovo millennio. Parto dal famoso catalogo di IKEA, (che mi mettono puntualmente nella cassetta della posta anche quando non richiesto), colosso dell'arredamento nordico, da sempre all'avanguardia nell'interpretare e nel dettare le nuove tendenze. Il verde è presente in ogni ambiente, dall'"Aperitivo in balcone" (ovviamente pieno di piante), all'"Anima verde" del living, nella cui descrizione, che cito testualmente si dice che "Stare nella natura è una rinascita dell'anima: ci permette di immergerci in un luogo di tranquillità, dove il mondo esterno passa in secondo piano....Scatenati con le piante, che non solo sono un elemento decorativo, ma purificano l'aria e riducono lo stress". Le piante sono ovunque: in cucina, sul terrazzo, nel soggiorno, persino in bagno, che effettivamente, se luminoso, è uno degli ambienti migliori per le piante, data l'elevata umidità. 
Passiamo a riviste specifiche sul tema verde e giardinaggio, come Gardenia, in cui da tempo ormai si caldeggia l'ingresso delle piante nelle nostre case: poco importa che gli spazi siano grandi o piccoli: basta un piccolo vaso, una composizione floreale, un acquario, o semplicemente una cassettina sul davanzale. 
Tutti i mesi vengono proposte idee nuove, facili da realizzare e alla portata di tutti e di tutte le tasche per arricchire i nostri spazi privati di piante e fiori. Su un servizio di questo mese, il verde è entrato anche in ufficio: sempre più spesso infatti i mood aziendali sono quelli espressi dall'amministratore delegato dell'azienda per la quale il progetto è stato realizzato, che dice: "Lavorare in un contesto bello e armonioso, si sa, migliora l'efficienza e il rendimento. Il verde ne è una parte indispensabile e rasserena gli animi".
Passiamo alle riviste femminili di qualunque ordine e grado, e a quelle dei vari supermercati: la pagina dedicata alle piante, siano di uso cosmetico, culinario, decorativo è ormai una rubrica d'ordinanza, spesso compenetrata con l'arredamento e con la parte esterna della casa (fosse anche un pianerrottolo), che sempre di più ha la funzione di fare da "biglietto da visita" e accogliere padroni e ospiti. 

23 set 2016

Mostre d'Autunno, stagione per piantare

Mi si prospettano un paio di settimane intense, dato che da domani sarò a Rimini per Giardini d'Autore e la settimana seguente a Orticolario, nella splendida cornice di Villa Erba, sul lago di Como. Nonostante le fiere d'autunno siano meno frequentate, a me piacciono quasi più di quelle di primavera. Con un po' di fortuna la temperatura è molto gradevole, le piante sono spesso in migliori condizioni rispetto al mese di aprile, la luce dorata e i colori dell'autunno aggiungono un fascino tutto speciale. Mi piace molto anche il pubblico delle fiere autunnali, normalmente più interessati alla pianta in sè che al fiore, che spesso non è presente. Chi si occupa di giardino infatti, sa benissimo che l'autunno è la stagione migliore per programmare e mettere a dimora nuove specie. 
Anche se apparentemente la pianta non si muove, in realtà sviluppa l'apparato radicale durante i mesi invernali, e, in primavera, è perfettamente pronta a partire, già consolidata e con radici ben sviluppate. Il risultato è quello di "guadagnare" o quasi, una stagione di crescita.

19 set 2016

Il corbezzolo greco

Pianta piuttosto difficile da trovare, Arbutus andrachne, conosciuto come Corbezzolo greco o corbezzolo di Cipro, non è invece difficile da riconoscere. Apparentemente simile al comune Corbezzolo (Arbutus unedo), si distingue per il suo aspetto contorto e scultoreo, per le foglie, verde brillante e mediamente più grandi, ma soprattutto per la corteccia, arancio -rosso, che a maturità dìsi sfalda, arricciandosi come bastoncini di cannella, e rivelando al di sotto una grana liscissima, arancio-verde, che ricorda, per consistenza, quella della Lagerstroemia. 
Arbutus andrachne

Qualche nota botanica e di coltivazione: è originario del Mediterraneo orientale, diffuso in Grecia, Cipro, Turchia, Medio oriente. Appartiene alla famiglia delle Ericaceae e può arrivare a 10-12 metri di altezza, generalmente ramificato sin da terra. Sempreverde, di forma sinuosa e contorta, è assai apprezzato per la corteccia rosso-bruna, molto decorativa. Le foglie sono verdi scure sopra, più chiare sotto, con margine intero. I fiori, come di consueto in questo genere, si aprono in autunno e sono riuniti in grappoli bianchi, leggermente profumati. Contemporaneamente maturano anche i frutti, bacche rugose arancio, commestibili, assai appetite dall'avifauna. In natura cresce nelle radure della macchia mediterranea, lungo le coste sassose, generalmente in pieno sole e su terreni non calcarei, ben drenati. Ha una buona resistenza alla salsedine, che ne fan un ottimo alleato per i giardini al mare, battuti da venti salati. Non necessita di particolari cure una volta stabilito: nemmeno le potature sono necessarie, dal momento che cresce con molta lentezza. Da giovane è piuttosto sensibile al freddo, ma con il tempo lignifica e diviene molto più tollerante: da adulto può sopportare occasionalmente temperature ben al di sotto dello 0° anche se per periodi brevi e in caso di freddo asciutto. 

15 set 2016

Profumi d'autunno

Trovo che l'autunno sia una stagione dal fascino discreto. Discreto nei colori, caldi e dorati, ma mai squillanti; discreto nella luce, tenue e soffusa; discreto nei profumi, che si avvertono nell'aria, ma non si sa esattamente da dove vengono. Mi sto riferendo in particolare al profumo dei fiori di Osmanthus ed Elaeagnus ebbingei, piante sempreverdi con fioritura autunnale quasi invisibile ma che si avverte a distanza.
Osmanthus fragrans Rubra
Il primo a fiorire è senza dubbio Osmanthus fragrans Rubra: fiori piccoli, riuniti in mazzetti all'ascella delle foglie, di un caldo color giallo-arancio e caratterizzati da un intenso profumo, molto dolce, che si avverte a distanza. Per me è il profumo di settembre. Capita sempre meno spesso di percepirlo; per qualche misterioso motivo l'Osmanthus fragrans Rubra (o Aurantiacus) non è più grande protagonista. Nei giardini e nei parchi delle ville dei secoli scorsi, questa specie era immancabile, associato all'Olea fragrans, (Osmanthus fragrans) anch'esso conosciuto per i profumati fiori autunnali. Sono effettivamente grandi arbusti dal portamento non sempre perfettamente compatto,  che tendono facilmente a defogliare, specie nelle zone ventose. La fioritura tuttavia merita la coltivazione e, aggiungerei, conviene posizionarlo in prossimità della casa  per beneficiare del profumo.

12 set 2016

Nuove Lagerstroemie in giardino

A dispetto del suo nome quasi impronunciabile, la Lagerstroemia indica è una delle specie a fioritura estiva maggiormente presenti nel nostro paese. Originaria della Cina, ove per millenni è stata utilizzata per adornare i templi, fu successivamente introdotta in India,  paese nel quale riveste tuttora un notevole importanza economica per la produzione di legname, che, essendo molto compatto, resiste agli attacchi di insetti quali le termiti, assai diffuse in questi ambienti.  Fu osservata da Magnus von Lagerstroem, direttore della Compagnia delle Indie,  nella prima metà del 1700 e da questi inviata a Linneo affinchè la classificasse. Fu proprio Linneo a battezzarla con un nome tanto difficile, in onore del suo amico e “scopritore”. 

In Europa la Lagerstroemia viene impiegata unicamente per il valore ornamentale, dato principalmente dalla copiosa e prolungata fioritura estiva, che dalla fine di giugno arriva sino all’autunno, con tonalità che spaziano dal bianco puro al rosso bordeaux, passando attraverso tutta la gamma dei rosa e dei violetti, a seconda della varietà. La specie è in realtà bella in ogni stagione dell’anno: in primavera emette foglie inizialmente bronzee, che diventano successivamente verde, in estate è in fiore, in autunno le foglie diventano rosse, giallo e arancio prima di cadere e in inverno la corteccia della pianta si sfoglia, mostrando placche color arancio-salmone. La ricerca vivaistica si è ampiamente dedicata, nel tempo, alla selezione e introduzione di numerose varietà molto interessanti, tanto per il ritmo più sostenuto di crescita, quanto per la grandezza e la colorazione delle pannocchie.